L'entusiasmo dei tifosi alla presentazione ufficiale della nuova (?) Juventus nel ritiro di Pinzolo non fa notizia: l'anno scorso, per il ritorno in A dei bianconeri, la folla era più o meno la stessa. L'amore di gran parte dei tifosi italiani per la Signora non si discute, ma i discorsi che leggo e sento in questi giorni sulla qualità della squadra di Ranieri mi lasciano piuttosto perplesso.Se l'arrivo di Amauri ha certamente rafforzato il reparto avanzato, quello di Poulsen (o di Xabi Alonso) a centrocampo non convince. A Ranieri, lì in mezzo, servirebbe un uomo di qualità in grado di aggiungere qualcosa nell'impostazione della manovra: Nedved (36 anni ad agosto) e Camoranesi hanno bisogno di un'alternativa valida (e per una squadra che punta a campionato e Champions, il rientro di Giovinco, ancora privo di esperienza internazionale da Empoli non può bastare). Archiviata la delusione Tiago, la creatura bianconera si indirizza verso una struttura più fisica e muscolare: Xabi o Poulsen sono dei
buonissimi giocatori, ma non garantiscono quella varietà di soluzioni di gioco di cui la Juventus ha bisogno. Ecco perché Stankovic sarebbe stato un acquisto azzeccato. L'impressione, comunque, è che gli uomini di mercato bianconeri stiano aspettando una buona offerta per Tiago (pagato 13 milioni!), per poi lanciarsi all'assalto del numero 10 che manca.
Veniamo alla difesa: è qui che le perplessità sulle pretese da scudetto si fanno più pesanti. Chiellini e Buffon sono due certezze, ma per il resto non si vede un granché. Campionato e Champions sono competizioni difficilissime e logoranti, e i due nuovi centrali Mellberg e Knezevic non sono di certo dei fenomeni: occorre investire ancora.
buonissimi giocatori, ma non garantiscono quella varietà di soluzioni di gioco di cui la Juventus ha bisogno. Ecco perché Stankovic sarebbe stato un acquisto azzeccato. L'impressione, comunque, è che gli uomini di mercato bianconeri stiano aspettando una buona offerta per Tiago (pagato 13 milioni!), per poi lanciarsi all'assalto del numero 10 che manca. Trezeguet in questi giorni l'ha detto chiaro e tondo: "La società faccia ancora uno sforzo, serve più qualità". Come dargli torto?




















La prassi vuole che in casi come questo si cominci dalla fine: il Manchester United è campione d'Europa per la terza volta nella sua storia, la seconda in quella personalissima e infinita di Sir Alex Ferguson.

Rooney, umilmente al servizio dell'idea di squadra; le braccia di Frankie Lampard alzate al cielo e la speranza che si riaccende negli occhi dei suoi tifosi.





